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🇮🇹 Obbligo aziende — D.lgs. 24/2023

Canale di segnalazione obbligatorio: la tua azienda è in regola?

Il D.lgs. 24/2023 obbliga alcune organizzazioni ad attivare un canale interno per le segnalazioni. Scopri se la tua è tra queste, cosa prevede la legge e cosa rischi se non sei in regola.

Check obbligo

Sei obbligato ad attivare il canale?

Tre soglie: se la tua organizzazione ne soddisfa almeno una, è obbligata ad attivare il canale interno per legge. Le altre organizzazioni non sono obbligate, ma il decreto ne raccomanda l'adozione.

Quanti dipendenti ha la tua organizzazione?

  • Meno di 50Niente obbligo, salvo settori regolati (banche, assicurazioni, trasporti, sicurezza).
  • Da 50 a 249Obbligo attivo dal 17 dicembre 2023.
  • 250 o piùObbligo attivo dal 15 luglio 2023.

Operi in un settore regolato?

Servizi finanziari, assicurazioni, trasporti e sicurezza: l'obbligo scatta a prescindere dal numero di dipendenti, perché il canale è richiesto dalle rispettive normative di settore.

Sei una pubblica amministrazione?

Tutta la PA è obbligata, incluse le società in controllo pubblico. Modalità semplificate sono previste solo per i comuni sotto i 5.000 abitanti, che possono condividere il canale.

Se rientri in uno di questi casi, sei obbligato.

Il canale interno va attivato, deve essere gestito in modo indipendente e deve rispettare le scadenze del decreto: conferma di ricezione entro 7 giorni e riscontro al segnalante entro 3 mesi.

Chi è obbligato

Le tre soglie che fanno scattare l'obbligo.

Non tutte le organizzazioni sono obbligate allo stesso modo: queste sono le soglie da conoscere per capire se devi attivare un canale di segnalazione.

Imprese private con 50+ dipendenti

Calcolati come media dei lavoratori subordinati nell'ultimo anno. L'obbligo riguarda sia le grandi imprese sia le PMI che superano la soglia.

Settori regolati senza soglia

Banche, assicurazioni, trasporti, sicurezza, sanità: l'obbligo scatta sempre, anche sotto i 50 dipendenti, per via delle normative di settore.

Pubblica amministrazione

Obbligo per tutte le PA, incluse le società partecipate, gli enti pubblici e le autorità indipendenti. I comuni sotto i 5.000 abitanti possono condividere il canale.

Esempi concreti

Quattro casi reali per capire se sei obbligato.

Nomi e settori inventati, situazioni tipiche di chi si chiede se deve attivare il canale.

SRL metalmeccanica, 35 dipendenti

Non obbligata. Sotto la soglia dei 50 dipendenti e fuori dai settori regolati. Il decreto suggerisce comunque di dotarsi di un canale per tutelare l'azienda.

Studio di commercialisti, 12 collaboratori

Non obbligato. Sotto soglia e fuori dai settori regolati. L'adozione è facoltativa, ma è una tutela per la professione.

Banca con 800 dipendenti

Obbligata. Settore regolato, a prescindere dal numero di dipendenti. L'obbligo esiste anche per la normativa bancaria settoriale.

Comune di 3.500 abitanti

Obbligato. La PA è sempre obbligata. Il comune può condividere il canale con altri enti per ridurre i costi (art. 4 D.lgs. 24/2023).

Cosa serve

Gli elementi obbligatori del canale di segnalazione.

Non basta avere un modulo: la legge richiede precise garanzie di indipendenza, riservatezza e tempi. Ecco cosa deve offrire un canale per essere considerato conforme.

Indipendenza del gestore

Il canale deve essere gestito da una persona o un ufficio autonomo, oppure da un fornitore esterno indipendente. Nessuna influenza interna sulla gestione delle segnalazioni.

Riservatezza sull'identità

L'identità del segnalante e il contenuto della segnalazione sono accessibili solo al personale autorizzato. Va protetta anche la catena di custodia dei dati.

Conferma entro 7 giorni

Il segnalante deve ricevere conferma di ricezione della segnalazione entro sette giorni dall'invio. È un obbligo tassativo, non un'opzione.

Riscontro entro 3 mesi

L'esito o lo stato di avanzamento va comunicato al segnalante entro tre mesi (sei mesi nei casi complessi, con motivazione esplicita).

Registro delle segnalazioni

Tutte le segnalazioni vanno annotate in un registro tracciabile e conservato per almeno cinque anni dalla comunicazione dell'esito finale.

Divieto di ritorsioni

Licenziamenti, demansionamenti, trasferimenti punitivi e ogni altra forma di ritorsione sono nulli. In giudizio l'onere della prova è invertito a favore del segnalante.

Cosa cercare in un canale

I requisiti minimi del D.lgs. 24/2023, in pratica.

Che tu decida di dotarti di uno strumento dedicato o di costruire qualcosa internamente, questi sono i requisiti del decreto a cui non puoi rinunciare.

Accesso indipendente per il segnalante

Il segnalante deve poter scrivere senza passare dal proprio superiore, dall'HR o dall'IT aziendale.

Canale scritto e orale

La legge prevede la possibilità di segnalare per iscritto, a voce o in presenza. Almeno uno deve essere attivo.

Niente tracciamento dell'identità

Nessun log di IP, cookie o fingerprint che possa risalire a chi scrive. Crittografia raccomandata.

Notifiche automatiche

Conferma di ricezione al segnalante entro 7 giorni, reminder al gestore per la scadenza dei 3 mesi.

Conservazione della documentazione

Tutte le segnalazioni e le azioni intraprese vanno registrate e conservate per almeno 5 anni.

Una semplice email non basta

Una casella email condivisa o una PEC non soddisfano i requisiti: serve un sistema dedicato, indipendente, tracciabile.

Cosa rischi

Le sanzioni per chi non è in regola.

L'ANAC vigila e sanziona. Inoltre i dipendenti possono segnalare direttamente all'Autorità, bypassando l'azienda, se il canale interno manca o non funziona.

Sanzioni da 10.000 a 50.000 €

Per chi non istituisce il canale, non rispetta le procedure interne o non protegge adeguatamente i segnalanti.

Segnalazione diretta ad ANAC

Se il canale interno manca, non è indipendente o viene ignorato, i dipendenti possono rivolgersi direttamente all'Autorità Nazionale Anticorruzione.

Ritorsioni nulle e reintegro

Se un dipendente subisce una ritorsione dopo una segnalazione, il provvedimento è nullo e il lavoratore va reintegrato, con risarcimento.

Responsabilità dell'organizzazione

L'azienda risponde anche per atti dei soggetti apicali: non basta dimostrare di "non sapere" per evitare le conseguenze.

Riferimenti

Dove verificare in autonomia.

Le fonti ufficiali per chi vuole leggere il decreto o controllare la propria posizione direttamente con l'autorità competente.

ANAC

L'Autorità Nazionale Anticorruzione vigila sul D.lgs. 24/2023. Sul sito trovi linee guida, modulistica e il canale esterno per le segnalazioni.

anticorruzione.it →

D.lgs. 24/2023

Il testo del decreto sulla Gazzetta Ufficiale. Gli artt. 1-18 coprono diritti, obblighi e tutele.

Gazzetta Ufficiale →

Garante Privacy

Per la parte privacy: trattamento dei dati personali nelle segnalazioni, conservazione, base giuridica.

garanteprivacy.it →

Se cerchi uno strumento pronto

Ashio è un canale interno conforme al D.lgs. 24/2023.

Se decidi di non costruire un sistema internamente, Ashio fornisce tutto quanto richiesto dal decreto: gestione indipendente, anonimato reale (niente log di IP né cookie), scadenze monitorate, documentazione pronta per eventuali verifiche ANAC. Puoi anche usarlo solo per la prima attivazione e migrare in seguito. Prova gratuita di 14 giorni, senza carta di credito.

FAQ

Domande frequenti sull'obbligo del canale di segnalazione.

La mia azienda ha 40 dipendenti. Sono obbligata?+

No, se operi in un settore non regolato. Dal 50° dipendente in su (media annua) scatta l'obbligo. Verifica comunque il tuo settore: banche, assicurazioni, trasporti e sicurezza sono sempre obbligati, anche sotto i 50 dipendenti.

Posso usare una semplice email come canale interno?+

No. Il decreto richiede un canale che garantisca riservatezza sull'identità del segnalante, gestione indipendente e tracciabilità delle segnalazioni. Un'email aziendale condivisa non soddisfa questi requisiti.

Cosa succede se non faccio nulla?+

L'ANAC può sanzionarti da 10.000 a 50.000 euro. Inoltre i dipendenti possono segnalare direttamente all'ANAC e, in caso di ritorsioni, queste sono nulle con obbligo di reintegro del lavoratore.

Quanto tempo ho per mettermi in regola?+

Le scadenze del D.lgs. 24/2023 sono scadute: 15 luglio 2023 per le aziende con 250+ dipendenti e 17 dicembre 2023 per le PMI (50-249). Se sei obbligato, dovresti essere già in regola: ogni giorno di ritardo è esposizione a sanzione.

Il canale deve essere interno o posso esternalizzare?+

Sì, puoi esternalizzare, purché il fornitore sia indipendente e formato. È una delle opzioni previste dal D.lgs. 24/2023 (art. 4). Esistono strumenti dedicati (come Ashio), ma anche service generalisti di compliance.

Sindacati, partiti e ONG sono obbligati?+

Sì, se ricevono fondi pubblici o gestiscono servizi di interesse collettivo. Il decreto include esplicitamente tra i soggetti obbligati i partiti politici, i sindacati e le organizzazioni sindacali e datoriali.

Hai ancora dubbi sulla tua situazione?

Scrivici: ti aiutiamo a capire se sei obbligato, cosa serve per metterti in regola e quali sono le scelte da fare. Nessun impegno, ti rispondiamo in giornata.

Ashio fornisce uno strumento software per la gestione delle segnalazioni. Le informazioni su questa pagina hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza legale. Verifica sempre i tuoi obblighi con un professionista qualificato.