Quanti dipendenti ha la tua organizzazione?
- Meno di 50Niente obbligo, salvo settori regolati (banche, assicurazioni, trasporti, sicurezza).
- Da 50 a 249Obbligo attivo dal 17 dicembre 2023.
- 250 o piùObbligo attivo dal 15 luglio 2023.

Il D.lgs. 24/2023 obbliga alcune organizzazioni ad attivare un canale interno per le segnalazioni. Scopri se la tua è tra queste, cosa prevede la legge e cosa rischi se non sei in regola.
Check obbligo
Tre soglie: se la tua organizzazione ne soddisfa almeno una, è obbligata ad attivare il canale interno per legge. Le altre organizzazioni non sono obbligate, ma il decreto ne raccomanda l'adozione.
Servizi finanziari, assicurazioni, trasporti e sicurezza: l'obbligo scatta a prescindere dal numero di dipendenti, perché il canale è richiesto dalle rispettive normative di settore.
Tutta la PA è obbligata, incluse le società in controllo pubblico. Modalità semplificate sono previste solo per i comuni sotto i 5.000 abitanti, che possono condividere il canale.
Il canale interno va attivato, deve essere gestito in modo indipendente e deve rispettare le scadenze del decreto: conferma di ricezione entro 7 giorni e riscontro al segnalante entro 3 mesi.
Chi è obbligato
Non tutte le organizzazioni sono obbligate allo stesso modo: queste sono le soglie da conoscere per capire se devi attivare un canale di segnalazione.
Calcolati come media dei lavoratori subordinati nell'ultimo anno. L'obbligo riguarda sia le grandi imprese sia le PMI che superano la soglia.
Banche, assicurazioni, trasporti, sicurezza, sanità: l'obbligo scatta sempre, anche sotto i 50 dipendenti, per via delle normative di settore.
Obbligo per tutte le PA, incluse le società partecipate, gli enti pubblici e le autorità indipendenti. I comuni sotto i 5.000 abitanti possono condividere il canale.
Esempi concreti
Nomi e settori inventati, situazioni tipiche di chi si chiede se deve attivare il canale.
Non obbligata. Sotto la soglia dei 50 dipendenti e fuori dai settori regolati. Il decreto suggerisce comunque di dotarsi di un canale per tutelare l'azienda.
Non obbligato. Sotto soglia e fuori dai settori regolati. L'adozione è facoltativa, ma è una tutela per la professione.
Obbligata. Settore regolato, a prescindere dal numero di dipendenti. L'obbligo esiste anche per la normativa bancaria settoriale.
Obbligato. La PA è sempre obbligata. Il comune può condividere il canale con altri enti per ridurre i costi (art. 4 D.lgs. 24/2023).
Cosa serve
Non basta avere un modulo: la legge richiede precise garanzie di indipendenza, riservatezza e tempi. Ecco cosa deve offrire un canale per essere considerato conforme.
Il canale deve essere gestito da una persona o un ufficio autonomo, oppure da un fornitore esterno indipendente. Nessuna influenza interna sulla gestione delle segnalazioni.
L'identità del segnalante e il contenuto della segnalazione sono accessibili solo al personale autorizzato. Va protetta anche la catena di custodia dei dati.
Il segnalante deve ricevere conferma di ricezione della segnalazione entro sette giorni dall'invio. È un obbligo tassativo, non un'opzione.
L'esito o lo stato di avanzamento va comunicato al segnalante entro tre mesi (sei mesi nei casi complessi, con motivazione esplicita).
Tutte le segnalazioni vanno annotate in un registro tracciabile e conservato per almeno cinque anni dalla comunicazione dell'esito finale.
Licenziamenti, demansionamenti, trasferimenti punitivi e ogni altra forma di ritorsione sono nulli. In giudizio l'onere della prova è invertito a favore del segnalante.
Cosa cercare in un canale
Che tu decida di dotarti di uno strumento dedicato o di costruire qualcosa internamente, questi sono i requisiti del decreto a cui non puoi rinunciare.
Il segnalante deve poter scrivere senza passare dal proprio superiore, dall'HR o dall'IT aziendale.
La legge prevede la possibilità di segnalare per iscritto, a voce o in presenza. Almeno uno deve essere attivo.
Nessun log di IP, cookie o fingerprint che possa risalire a chi scrive. Crittografia raccomandata.
Conferma di ricezione al segnalante entro 7 giorni, reminder al gestore per la scadenza dei 3 mesi.
Tutte le segnalazioni e le azioni intraprese vanno registrate e conservate per almeno 5 anni.
Una casella email condivisa o una PEC non soddisfano i requisiti: serve un sistema dedicato, indipendente, tracciabile.
Cosa rischi
L'ANAC vigila e sanziona. Inoltre i dipendenti possono segnalare direttamente all'Autorità, bypassando l'azienda, se il canale interno manca o non funziona.
Per chi non istituisce il canale, non rispetta le procedure interne o non protegge adeguatamente i segnalanti.
Se il canale interno manca, non è indipendente o viene ignorato, i dipendenti possono rivolgersi direttamente all'Autorità Nazionale Anticorruzione.
Se un dipendente subisce una ritorsione dopo una segnalazione, il provvedimento è nullo e il lavoratore va reintegrato, con risarcimento.
L'azienda risponde anche per atti dei soggetti apicali: non basta dimostrare di "non sapere" per evitare le conseguenze.
Riferimenti
Le fonti ufficiali per chi vuole leggere il decreto o controllare la propria posizione direttamente con l'autorità competente.
L'Autorità Nazionale Anticorruzione vigila sul D.lgs. 24/2023. Sul sito trovi linee guida, modulistica e il canale esterno per le segnalazioni.
anticorruzione.it →Il testo del decreto sulla Gazzetta Ufficiale. Gli artt. 1-18 coprono diritti, obblighi e tutele.
Gazzetta Ufficiale →Per la parte privacy: trattamento dei dati personali nelle segnalazioni, conservazione, base giuridica.
garanteprivacy.it →Se cerchi uno strumento pronto
Se decidi di non costruire un sistema internamente, Ashio fornisce tutto quanto richiesto dal decreto: gestione indipendente, anonimato reale (niente log di IP né cookie), scadenze monitorate, documentazione pronta per eventuali verifiche ANAC. Puoi anche usarlo solo per la prima attivazione e migrare in seguito. Prova gratuita di 14 giorni, senza carta di credito.
FAQ
No, se operi in un settore non regolato. Dal 50° dipendente in su (media annua) scatta l'obbligo. Verifica comunque il tuo settore: banche, assicurazioni, trasporti e sicurezza sono sempre obbligati, anche sotto i 50 dipendenti.
No. Il decreto richiede un canale che garantisca riservatezza sull'identità del segnalante, gestione indipendente e tracciabilità delle segnalazioni. Un'email aziendale condivisa non soddisfa questi requisiti.
L'ANAC può sanzionarti da 10.000 a 50.000 euro. Inoltre i dipendenti possono segnalare direttamente all'ANAC e, in caso di ritorsioni, queste sono nulle con obbligo di reintegro del lavoratore.
Le scadenze del D.lgs. 24/2023 sono scadute: 15 luglio 2023 per le aziende con 250+ dipendenti e 17 dicembre 2023 per le PMI (50-249). Se sei obbligato, dovresti essere già in regola: ogni giorno di ritardo è esposizione a sanzione.
Sì, puoi esternalizzare, purché il fornitore sia indipendente e formato. È una delle opzioni previste dal D.lgs. 24/2023 (art. 4). Esistono strumenti dedicati (come Ashio), ma anche service generalisti di compliance.
Sì, se ricevono fondi pubblici o gestiscono servizi di interesse collettivo. Il decreto include esplicitamente tra i soggetti obbligati i partiti politici, i sindacati e le organizzazioni sindacali e datoriali.
Scrivici: ti aiutiamo a capire se sei obbligato, cosa serve per metterti in regola e quali sono le scelte da fare. Nessun impegno, ti rispondiamo in giornata.
Ashio fornisce uno strumento software per la gestione delle segnalazioni. Le informazioni su questa pagina hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza legale. Verifica sempre i tuoi obblighi con un professionista qualificato.